| "Cento errori??"
mi interruppe, sbalordito, l’amico con cui mi stavo confidando (dirige
una piccola azienda, e il suo mondo è così lontano dal mio!).
Era chiaro che, se già l’idea che un libro di testo potesse
sbagliare lo lasciava interdetto, il fatto che, di errori, io intendessi
esibirne un simile quantitativo doveva veramente sembrargli, in tutti
i sensi, un’enormità. Ero preparato al suo stupore: la gente
sa tutto sui mali della scuola, ma conserva nei riguardi del manuale scolastico
una soggezione religiosa.
Mi aspettavo che dicesse “c’è qualcosa di inverosimile
in tutto questo”. Invece la prese più alla larga: “Chissà
quanti libri - esclamò - ti sarai dovuto leggere da cima a fondo...
avrai passato anni in biblioteca!”.
“Ma no - risposi - non è stata necessaria nessuna particolare
ricerca. Semplicemente, da qualche tempo (forse un paio d’anni)
ho preso l’abitudine di prender nota di ciò che, relativamente
alla Fisica, non mi sembra corretto nei manuali scolastici che mi capitano
tra mano: senza premeditazione, ti assicuro, in modo non sistematico -
come del resto apparirà chiaro dal carattere un po’ casual
della mia raccolta. I testi implicati nella vicenda sono in tutto una
trentina, ma la maggior parte del ‘materiale’ proviene da
non più di dieci, dodici libri: una frazione minima di quanto si
potrebbe reperire nelle librerie scolastiche. Quello che conosco meglio,
e che quindi ho potuto, per così dire, ‘sfruttare’
di più, è il testo sul quale mio figlio ha studiato al liceo:
un testo largamente adottato, senz’altro uno dei più diffusi
in Italia. Recentemente è uscito in una nuova, sgargiante, enciclopedica
edizione, completa ovviamente di applicazioni al computer... Bene, ho
controllato: a parte qualche correzione sulle figure, gli errori ci sono
ancora tutti!”.
Mi guardava allibito.
“Cento errori ti sembrano tanti? Cento errori non sono niente: il
numero cento è un puro simbolo. Sappi che, ad uso di non so quale
pubblico, ci sono in circolazione libercoli indescrivibili, veri campionari
di sciocchezze, sui quali cento errori si potrebbero trovare in un pomeriggio...
Tuttavia, gli errori che ho selezionato per il libro provengono in buona
parte da testi di ottimo livello, non di rado da tesi universitari: a
riprova del fatto, così importante da capire, che in una svista
può incappare chiunque, anche il più preparato degli autori,
anche lo scienziato famoso, senza che questo nulla tolga alla sua credibilità.
Anche il buon Omero, notoriamente, ogni tanto sonnecchia!”
“E tu intenderesti citare, per ogni errore, la relativa provenienza?”
“Ci ho pensato a lungo. Da un certo punto di vista, la citazione
sarebbe l’ideale: il documento risulterebbe senz’altro più
incisivo, più efficace. Ma c’è il rischio che il tutto
finisca per apparire come una sorta di antipatica denuncia ad personam:
e niente è più lontano dalle mie intenzioni, anche perché
il lettore potrebbe fraintendere, e considerare circoscritto a pochi casi
quello che a me sembra debba essere un discorso molto più generale.
Perciò, niente citazione: mi limiterò a segnalare, onde
il lettore possa meglio inquadrare il problema, se il testo è italiano
o no, e a quale ordine di scuola è destinato.
“Del resto, l’idea di una raccolta di errori tratta dai testi
scolastici non è nata con fini scandalistici. L’intenzione
vera era quella di aiutare il lettore - e pensavo soprattutto agli studenti
della Maturità e dei primi anni delle facoltà scientifiche
- a sbrogliare la matassa, a mettere ordine, a fare luce su alcune idee
importanti della Fisica di base: mi piaceva pensare che forse qualcuno
si sarebbe riconciliato con la materia, e il titolo che avevo in mente
per il libro era Fisica è bello.
“Ti voglio dire una cosa: ho la più grande stima e la più
grande simpatia per lo studente che vorrebbe capire, e invano si arrovella
sul libro, e si ritrova sola e demoralizzato con i suoi perché
senza risposta: mi schiero dalla sua parte. E davvero provo nei suoi riguardi
un senso profondo di solidarietà, perché a questo punto
io so con certezza quello che lui nemmeno immagina: che molte volte la
colpa non è sua, e la sua è un'ingiusta fatica. Questo libro
è per lui, perché anche lui lo deve sapere." |