Azzone-Bertele: L’impresa, sistemi di governo, valutazione e controllo 4a ediz.

  • Edizioni: Etas Libri
  • Anno di pubblicazione: 2007
  • Euro: 29,00
  • sconto: 30%
  • pp.: 670
  • ISBN: 9788845314049
  • Arrivato alla quarta edizione, il volume mantiene l’obiettivo iniziale: offrire una lettura dell’impresa – ad ampio spettro e fortemente agganciata alla realtà – che guardi in modo integrato alla sua strutturazione e organizzazione, ai suoi sistemi di governo, valutazione e controllo, alla sua capacità di competere e di creare valore.
    Con l’impostazione tipica della Scuola di Ingegneria Gestionale: attenta agli aspetti dinamici e alla complessità, sensibile al ruolo dell’innovazione, orientata all’uso di strumenti quantitativi.
    Anche i lettori cui il volume è rivolto rimangono gli stessi: chi frequenta un corso universitario o un MBA; chi, lavorando, vuole aggiornare il suo bagaglio di conoscenze.
    Che cosa cambia rispetto alla terza edizione, che aveva visto l’introduzione di una parte completamente nuova sull’organizzazione e la radicale ristrutturazione – per adeguarsi agli Ias-Ifrs – di quella sul bilancio? Non molto nella struttura complessiva.
    Non poco, soprattutto nella parte generale, nel rilievo dato ai fenomeni emergenti e nel tentativo di coniugare i concetti teorici di fondo con le situazioni nuove. Alcuni esempi. L’attenzione dedicata al private equity, al culmine del ciclo di vita dopo l’enorme espansione degli ultimi anni, in relazione alla sua consistenza e ai suoi meccanismi, ma soprattutto alla diversa prospettiva temporale (quella di permanenza nel capitale) cui esso obbliga il top management.
    L’attenzione dedicata alla valutazione del rischio (alla ribalta dopo la crisi dei mutui subprime): sempre più necessaria non solo per i riflessi di Basilea 2, ma soprattutto per la crescente finanziarizzazione delle imprese.
    L’inserimento del profilo di Google, impresa-simbolo degli anni 2000, fra quelli che aprono il testo: accanto a gruppi storici come Eni o General Electric. Lo sguardo anche a realtà meno consolidate – Second Life, YouTube o Web 2.0 – per gli utilizzi che di esse potrebbero fare le imprese.
 

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